Numero chiuso? Sì, grazie!

venezia

Un weekend di novembre scorso siamo andati a Civita di Bagnoregio. Il tempo era soleggiato, pensavamo a una passeggiata tranquila e rilassata in un posto incantevole. Niente affatto! Quando abbiamo visto i primi pullman con turisti cinesi abbiamo capito che eravamo nel posto sbagliato. Forse era stata un’idea infelice di qualche tour operator in cerca di guadagni facili? No invece: ci hanno detto che il flusso è continuo, tanto è vero che tutte le scritte dentro il borgo sono in italiano e in cinese. Mi chiedevo per quanto tempo poteva sopravivere un posto così fragile sotto il flusso di numerosissimi cinesi?

Quest’estate sui palazzi residenziali intorno al Giardino di Gaudì a Barcellona abbiamo letto scritte tutt’altro che invitanti e ospitanti, tipo “Tourists go home!” e anche peggio.

L’incantevole cittadina di Dubrovnik in Croazia lo scorso 11 agosto ha toccato un record veramente insostenibile: 10 mila visitatori in un solo giorno!

Alle Cinque Terre i sentieri del parco sono nati per pochi contadini e oggi gli usano migliaia di persone ogni giorno.

I 13 milioni di arrivi hanno spaventato anche le Baleari, che di turismo vivono…

Chi di voi e riuscito a scattare una foto dal punto di Oia, Santorini all tramonto? Noi no, eppure eravamo lì. Siamo ritornati il giorno dopo alle 4 di mattina per fare le foto e già c’era gente…

Fino a pochi anni fa le destinazioni a numero chiuso erano alcune aree naturalistiche come le Galapagos, l’Antartide o le Isole Svalbard, oppure destinazioni molto esclusive come alcune isole dei Caraibi o del Pacifico. Ora anche le destinazioni tipiche per “turismo di massa” come le Canarie scoprono che una scelta selettiva migliora la qualità della vita dei residenti e dei turisti stessi.

Lo sapiamo tutti che i turisti fanno bene all’economia, però quando sono troppi non solo la vita dei residenti diventa impossibile, ma sono al rischio gli stessi monumenti e il carattere particolare dei luoghi. La domanda è come vivere di turismo e con il turismo? Siamo testimoni di come aumentano le masse dai paesi in rapido sviluppo come Cina per sempio, il governo cinese rilasca 100 milioni permessi all’anno, sono 100 milioni di turisti e per molti di loro la meta preferita è Europa. Anche i voli low cost hanno permesso a più gente di viaggiare. Purtroppo per la maggior parte di questi nuovi turisti di massa il turismo significa solo “consumare all’estero”, nulla a che vedere con il viaggiatore di una volta. Ecco perché l’idea di contingentare le visite a intere città e luoghi turistici e regolare i flussi si fa sempre più solida e dobbiamo abituarci alle diverse misure per coniugare la salvaguardia del territorio e interessi economici.

Ecco alcune mete con accessi  regolati:

– Isole Galápagos Queste 13 isole, situate a circa 600 miglia al largo della costa dell’Ecuador, hanno ispirato la teoria dell’evoluzione di Darwin. Il 97% del territorio è parco nazionale e il turismo è attentamente monitorato: i turisti possono visitare solo alcuni siti e solo con guida.

– Il turismo è la più grande industria delle Seychelles: tuttavia ad aprile il ministro del turismo e della cultura ha reso noto che si sta pensando ad un tetto al numero annuale di turisti, per preservare il futuro di questo luogo e ha lanciato l’allarme: “Stiamo raggiungendo i 250.000 visitatori, sei volte il numero di abitanti”

–   Islanda – Gli Islandesi hanno capito di poter vivere di turismo. Oppure morire. Perchè un milione e mezzo di turisti l’anno per una popolazione di 300 mila abitanti sono troppi. Ora l’Ente per il turismo islandese e il Centro di ricerca Turismo Islandese stanno pensando al numero chiuso per alcuni siti

– Machu Picchu – Le autorità peruviane hanno presentato all’Unesco un piano che prevede un monitoraggio satellitare dei movimenti del terreno e un limite giornaliero di 2.500 visitatori per evitare un affollamento eccessivo.

– Barcellona Non appena eletto, a giugno 2015, il sindaco Ada Colau, ha dichiarato di voler regolarizzare la presenza di turisti “affinché Barcellona non diventi una nuova Venezia”. I turisti in alcuni periodi infatti superano di 4 volte gli abitanti della città

Tutto questo non significa certo che è finita l’era del turismo, ma è piuttosto un invito a programmare i viaggi per tempo e affidarsi ai professionisti – l’unico modo per garantire le vacanze perfette.

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      Buon viaggio!

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